Ci troviamo in queste ore ad affrontare un pericolo reale, una situazione di emergenza, il SARS-CoV
2, meglio conosciuto dalla popolazione come Coronavirus, un virus che può causare la malattia
denominata COVID- 19, si è diffuso e continua a diffondersi in Italia e nel mondo, pertanto la paura
di contrarlo e non solo è oggi assolutamente giustificata.
Oltre alla paura di essere contagiati e di avere complicazioni gravi, ci troviamo ad avere paura che
anche i nostri cari vengano contagiati e possano stare male, proviamo paura quando siamo costretti
ad uscire e incontriamo delle persone, inoltre, avvertiamo uno stato di ansia quando leggiamo le
notizie quotidiane, quando pensiamo al futuro e alla possibilità che tutto ciò si prolunghi per un
periodo indefinito, quando pensiamo alla situazione economica e alle difficoltà che potremo
incontrare.
Nessuno di noi è immune da queste preoccupazioni che possono generare veri e propri episodi di
ansia acuta e attacchi di panico.
Riconoscere ed accogliere i sintomi legati a tali episodi è molto importante, diviene un modo per
ascoltarsi e ascoltare anche quelle emozioni con cui abbiamo poca familiarità ma che esistono e
necessitano di attenzione.
Riconoscere significa pertanto dare attenzione, volgere lo sguardo con rispetto, offrire dignità a
ciò che accade.
Il sintomo non è necessariamente qualcosa da guardare in modo negativo e da eliminare ma è un
segnale, un adattamento, una voce che proviene da noi stessi e al quale va dato riconoscimento
affinché non divenga disfunzionale.
L’obiettivo di questo breve contributo è quello di offrire, a tutti coloro che leggeranno, qualche
strategia da utilizzare in autonomia, per affrontare la situazione.
Anzitutto è molto utile fare chiarezza sulla terminologia utilizzata e sugli stati ai quali possiamo
andare incontro.
La paura è la risposta emotiva ad una minaccia imminente, reale o percepita, consistente in un senso
di insicurezza e di smarrimento. Tutti gli animali provano paura dinanzi ad un pericolo e mettono in
atto condotte difensive.
L’ansia è l’anticipazione di una minaccia, uno stato emotivo di tensione apprensiva e di
irrequietezza, secondo la Psicoterapia della Gestalt è energia libera che viene interrotta perché non
supportata dall’ambiente esterno o interno e ad esempio dalla respirazione. L’insorgenza di stati d’ansia dipende dalla presenza di stimoli interni (pensieri, ricordi, emozioni) e stimoli esterni (situazioni stressanti, preoccupanti).
Questi stimoli, processati dal livello cognitivo come minacciosi, attivano un eccitamento fisiologico dell’organismo con sintomi a livello corporeo molti dei quali condivisi con la paura, tra i quali:

  • Sintomi cardiovascolari: tachicardia, palpitazioni, dolore o fastidio al petto, cali di pressione, svenimento;
  • Sintomi gastrointestinali: nausea, gastrite, diarrea, reflusso gastroesofageo;
  • Sintomi neuromuscolari e neurologici: sensazione di sbandamento, tremore, rigidità, parestesie, vertigini ecc;
  • Sintomi dermatologici: orticaria, rossore o pallore del volto, iperidrosi, psoriasi.

 

Il panico è una reazione improvvisa di fronte ad un pericolo reale, ad un’improvvisa e incombente reale minaccia che spinge alla fuga o ad atti inconsulti.
L’attacco di panico è un’esperienza di panico in una situazione in cui non vi è la minaccia ambientale presente e concreta, un episodio di ansia acuta in cui il soggetto avverte il pericolo di morte.
L’episodio ha una durata limitata nel tempo e i vissuti sono di confusione, terrore, sensazione di catastrofe imminente. A livello corporeo, la sintomatologia è varia e diversificata, tra le principali manifestazioni:
palpitazioni, respiro affannoso, costrizione o dolore toracico, appannamento della vista, bocca secca, nodo alla gola, parestesie, irrequietezza ecc.
L’attacco di panico e la sintomatologia ad esso collegata generano molta paura e divengono essi stessi fonte di ansia per cui l’interpretazione catastrofica che si da ai sintomi genera nuova paura e nuova ansia che l’episodio possa riaccadere.
Evitando di scomodare teorie psicologiche interpretative, è rilevante sapere che tali stati provengono da naturali reazioni al pericolo che ci predispongono a reagire in situazioni interpretate come emergenze, sono reazioni fisiche e mentali collegate all’emozione della paura, la funzione di tali meccanismi è pertanto salvifica e adattiva in quanto ha lo scopo di preservarci dal pericolo.
Riconoscere la sintomatologia legata all’ansia e agli attacchi di panico è molto utile, così come conoscere i meccanismi alla base di tali reazioni, ci permette infatti di “padroneggiare” ciò che ci sta accadendo senza farsi travolgere dai sintomi.
Oltre a saper riconoscere la sintomatologia legata all’ansia e prestare la giusta attenzione ai sintomi, può essere utile soffermarsi sul livello corporeo e pertanto dedicare del tempo alle tecniche di respirazione e al rilassamento. L’obiettivo deve essere quello di ristabilire un contatto con ciò che viene definito “ground” e può essere tradotto con i termini “ambiente che ci appartiene”, “sostegno esterno”, ma oserei anche dire “presente”, “qui ed ora”.

Di seguito un brevissimo esercizio che ognuno di noi può svolgere quotidianamente nella propria abitazione:
– identificare un ambiente in cui poter effettuare l’esercizio in silenzio;
– sedersi con i piedi ben poggiati a terra;
– respirare a fondo utilizzando il diaframma (porre una mano sull’addome e una sul petto, inspirare dal naso ed espirare dalla bocca, ciò che dovrà accadere sarà che la mano poggiata sull’addome sarà spinta verso l’alto durante l’inspirazione e ritornerà in basso durante l’espirazione, mentre la mano sul petto dovrà rimanere ferma);
– concentrarsi sulle diverse parti del corpo, partendo dagli arti inferiori per poi, come ad effettuare uno screening corporeo, soffermarsi sulle gambe, bacino, addome, arti superiori, collo, testa e parti del viso. Ad ogni parte dovrà essere dedicato del tempo di “osservazione” e di “ascolto”, in relazione alle sensazioni che ci provengono dalle varie parti, (temperatura, fastidi/dolori, formicolii, ecc.);
– durante l’esercizio altri pensieri giungeranno alla vostra mente, non dovrete scacciarli via, ma accoglierli e farli sfilare dinanzi a voi riportando l’attenzione sul vostro corpo.
Questo semplice ma efficace esercizio può essere eseguito da chiunque e in qualsiasi momento della giornata, è utile per riprendere contatto con noi stessi e con il nostro corpo, che è ciò che può riportarci al presente e nell’ambiente, aiutandoci a controllare gli stati ansiosi e le paure che in questo periodo possono attanagliarci.

Altro esercizio che possiamo effettuare riguarda l’individuazione di risorse personali.
– Cerchiamo di ricordare un momento difficile del nostro passato, raccontiamolo scrivendolo in un foglio.
– Ora cerchiamo di ricordare come abbiamo superato quel momento, cosa abbiamo fatto? Quali risorse personali abbiamo utilizzato? Quali strategie? Scriviamo anche queste.
– Ora cerchiamo di riadattare le risorse individuate alla situazione attuale, magari scopriremo che la vicinanza con i nostri cari è stata utile e allora oggi potremo pensare di sentirli più spesso telefonicamente, videochiamarli, scrivere loro delle lettere da fotografare e inviare… o ancora scopriremo che rispolverare una passione, un hobby ci era servito e allora perché non riprovarci?

Oltre a questi semplici esercizi, le indicazioni per tutti sono quelle di mantenersi attivi, svolgere attività varie all’interno della propria abitazione, fare esercizio fisico adeguato alla propria condizione, mangiare in modo salutare, tenersi informati in particolare facendo riferimento alle fonti ufficiali (www.salute.gov.it), dedicarsi a letture piacevoli.

Attualmente molti percorsi di psicoterapia sono stati interrotti e altri proseguono con i mezzi a nostra disposizione (telefono, Skype, WhatsApp ecc.),  ma per tutti è utile ricordare che psicologi e psicoterapeuti di Epochè rimangono a disposizione di chi sentisse la necessità di un confronto, di un percorso, di supporto e sostegno in questo difficile momento.

Dott.ssa Silvia Piredda
Psicoterapeuta specializzata in Gestalt Therapy

Bibliografia:
DSM-5, American Psychiatric Association, Edizione Italiana, Cortina Editore.

ARTICOLO: #Io resto a casa e… mi ascolto, mi riConosco, respiro…

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