La Consulenza pedagogica opera in una dimensione che potremmo definire parallela rispetto a quella dell’intervento psicologico e terapeutico, focalizzando l’attenzione esclusivamente sulla dimensione educativa e sui meccanismi relazionali alla base di qualunque relazione.

In questo tipo di consulenza si incontrano l’approccio sistemico relazionale e un modello basato su alcuni elementi che caratterizzano ogni relazione educativa (asimmetria, compresenza di codice materno e paterno, intenzionalità relazionale, responsabilità direzionale e congedo).

Partendo dal presupposto che educare significa rispettare alcuni vincoli/principi che la relazione educativa richiede, fare consulenza pedagogica significa accompagnare chi educa nel processo di conoscenza e consapevolezza rispetto a tali vincoli/principi, ma anche supportare le persone nell’acquisizione di consapevolezza rispetto alle dinamiche relazionali, affinché possano sperimentare agio e ben-essere all’interno di ogni relazione con l’altro da sé.

Gli strumenti utilizzati sono il colloquio e l’osservazione, all’interno del quale la professionista può decidere di avvalersi di stimoli (immagini, audio, video, scritti) funzionali alla costruzione della relazione professionale e umana. Si tratta di un approccio umanistico nel quale la comunicazione è esperienza relazionale intensa, nella quale emergono, attraverso una modalità empatica, non direttiva, ma autentica e trasparente, elementi sui quali professionista e cliente possono lavorare. Tale consulenza resta saldamente all’interno della dimensione pedagogica. Pertanto, qualora emergessero nodi problematici di natura traumatica, che necessiterebbero una presa in carico da parte di un professionista psicologo, si prospetta al cliente l’invio.

Gli ambiti nei quali può essere svolta la Consulenza pedagogica sono:

familiare: sostengno alla coppia genitoriale nella sintonizzazione che permette la costruzione di un’alleanza educativa e la definizione di uno stile e una linea educativa condivisa; supporto alle famiglie nelle problematiche relazionali genitori/figli, nella individuazione di disfunzionalità, nella definizione delle problematiche (nodi conflittuali) e di buone prassi pedagogiche che permettano di fronteggiarle per giungere ad un nuovo equilibrio familiare, adeguato a ciascuna fase del ciclo di vita del sistema-famiglia;

scolastico, per il miglioramento dell’alleanza educativa tra scuola e famiglia e per il supporto nelle relazioni all’interno del sistema scolastico;

comunitario per supportare vari soggetti che educano, affinché i sistemi educativi e relazionali possano mantenere al loro interno un equilibrio e un adeguato scambio;

La consulenza può avere come riferimento il singolo genitore, la coppia genitoriale o un gruppo di educatori (scuola o altri ambiti educativi) che necessitano di “ricentrarsi” sull’agire educativo e trovare una dimensione operativa condivisa.