La Mediazione familiare e sociale è un percorso che ha come macro obiettivo quello della risoluzione di un conflitto creatosi in ambito familiare o in altro contesto relazionale. Per risoluzione si intende il pervenire delle parti in conflitto ad un nuovo e soddisfacente stato di omeostasi relazionale, un diverso assetto che, attraverso la crisi, si è potuto raggiungere. Crisi infatti significa distinguere, scegliere (dal greco: krisis scelta, da krino distinguere): dichiarare aperta la crisi permette, quindi, di ponderare tutti gli aspetti della situazione all’interno della quale si è generato uno stato di malessere, di discernere e focalizzare l’attenzione su aspetti rilevanti e, infine, di operare delle scelte consapevoli ed equanimi.

La Mediazione può intervenire anche in ambito giuridico su richiesta di Giudici e Avvocati, nell’accompagnamento alla separazione e nella gestione dei conflitti che accompagnano questo momento.

L’approccio utilizzato è quello Sistemico-relazionale che permette una lettura del sistema di relazioni come un sistema complesso frutto dell’apporto trigenerazionale e che va sempre contestualizzato rispetto al ciclo di vita della famiglia e del singolo (adolescenza figli, lutti, cambiamenti lavorativi). Il setting vede il professionista della mediazione come terzo tra le parti, situato tra le persone in conflitto non per frapporvisi, ma per entrare nel sistema e favorire un incontro tra i confliggenti che, gradualmente, sostituisca l’ostilità o il vuoto creatosi tra loro a seguito del ritiro nel proprio vissuto a causa del conflitto.

Gli strumenti utilizzati dalla Mediatrice sono il colloquio, l’osservazione e il genogramma fotografico che permette di costruire una rappresentazione grafica del sistema familiare/sociale in conflitto; questi favoriscono la narrazione e, quindi, la definizione della storia relazionale e di individuarne gli aspetti focali (miti familiari, rappresentazioni, nodi conflittuali, ricorsività). La mediazione permette di rappresentare il conflitto e gradualmente portare alla riduzione della complessità.

Il percorso si rivolge a:

– coppie in fase di separazione e/o divorzio conflittuale che necessitano di definire degli accordi;

– coppie genitoriali in difficoltà durante la separazione e il divorzio per la definizione di nuovi ruoli e soluzioni eque e ragionevoli per la tutela e il benessere dei figli;

– Coppie separate o divorziate che hanno bisogno di rimodulare gli accordi, non più funzionali, presi al momento della separazione, ma non riescono a definirli in autonomia e senza confliggere.

Durata del percorso: In media 10/12 colloqui di circa un’ora e mezza, in coppia, sui temi specifici che ogni coppia desidera trattare, al fine di giungere alla definizione di un accordo.